La Certosa di Pavia — la Certosa di Pavia — è uno degli edifici monastici più sfarzosi d'Italia, sorto nella pianura agricola a otto chilometri a nord della città e a circa trenta chilometri a sud di Milano. Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, ne pose la prima pietra il 27 agosto 1396, e volle che fosse due cose insieme: un monastero certosino dell'ordine più rigoroso e silenzioso, e un mausoleo dinastico abbastanza grandioso da custodire per sempre la memoria della sua casata. Il risultato è un edificio di straordinarie contraddizioni, dove gli austeri voti di solitudine sono avvolti in alcune delle più ricche sculture e pitture che il Rinascimento italiano abbia mai prodotto.
La sua celebre facciata è in marmo, iniziata negli anni 1470 e lasciata gloriosamente incompiuta nella parte superiore. Ogni superficie raggiungibile è scolpita — medaglioni di imperatori romani, statue di santi e profeti, rilievi della vita di Cristo, pietre colorate intarsiate — opera di una generazione di maestri lombardi tra cui Giovanni Antonio Amadeo, i fratelli Mantegazza e Benedetto Briosco, il cui grande portale è datato 1501. Dietro si estende una chiesa che inizia in gotico acuto e si risolve in calma rinascimentale, il cui interno fu consacrato il 3 maggio 1497, e decorato con affreschi e dipinti da Bergognone e altri pittori della scuola milanese.
La chiesa custodisce i due monumenti che spiegano perché l'intero complesso esista. Nel transetto sud giace la tomba scolpita del fondatore, Gian Galeazzo Visconti; nel transetto nord si erge la serena doppia effigie di Ludovico il Moro Sforza e della giovane duchessa Beatrice d'Este, scolpita da Cristoforo Solari e qui trasferita nel 1564 da Santa Maria delle Grazie a Milano. Oltre la chiesa si aprono i due chiostri — l'intimo Chiostro Piccolo e l'immenso Chiostro Grande, circondati da ventiquattro piccole case a due piani dove i monaci certosini vivevano in solitudine. Oggi una piccola comunità cistercense mantiene il monastero, così il suo silenzio non si è mai del tutto interrotto.
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